Pochi sanno che nel nostro codice civile è prevista una forma speciale di testamento da adottarsi in circostanze eccezionali o di emergenza.

La prima di queste si verifica quando il testatore non può valersi delle forme ordinarie perché si trova in luogo dove domina una malattia reputata contagiosa, o per causa di pubblica calamità o d’infortunio.

Di questi tempi, dove le limitazioni a tutela della salute pubblica sono giunte fino al punto di negare ai malati la possibilità di morire circondati dall’affetto dei propri cari, questo tipo di testamento ha tristemente ritrovato la sua ragion d’essere.

Nelle ipotesi di malattia contagiosa, pubblica calamità (ad esempio terremoto, inondazione, guerra, ecc.) o infortunio (ad esempio, sinistro stradale, scontro ferroviario, attentato, ecc.), le ultime volontà devono essere espresse innanzi a uno dei seguenti soggetti: un notaio; un giudice di pace del luogo, il Sindaco del luogo (o che ne fa le veci), un ministro di culto (ad esempio, un sacerdote cattolico, un pastore valdese, ecc., anche se il testatore non è credente o professa una diversa religione).

Devono essere presenti due testimoni, i quali devono aver compiuto entrambi 16 anni. Il soggetto che riceve il testamento lo scrive (a pena di nullità) e lo firma (ancora a pena di nullità).

Si dice che il testamento speciale sia un testamento provvisorio perché perde efficacia decorsi tre mesi dalla cessazione della causa straordinaria.

Se nel corso dei tre mesi il soggetto che ha fatto testamento muore, il soggetto che ha ricevuto il testamento speciale (ossia il notaio, o il Giudice di pace, o il Sindaco o il ministro di culto) deve recarsi all’archivio notarile e depositarlo.

Diversi mesi fa abbiamo già detto di come fare testamento costituisca un esercizio di libertà per garantire che anche dopo la nostra morte la nostra volontà venga rispettata ed il testamento speciale ne è un esempio importante.

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