Sempre più frequentemente si registrano casi di anziani che, in condizioni di fragilità psico-fisica, si affezionano a persone che si prendono cura di loro e spesso si tratta di caregivers che non sono familiari o parenti prossimi.
Se si volesse, ad esempio, dividere i propri beni tra amici e associazioni, senza lasciare nulla ai familiari – colpevoli, magari, di essere stati invidiosi, cattivi o interessati, oppure di essersi completamente dimenticati di un genitore, un nonno o uno zio e averlo lasciato in solitudine anche negli ultimi anni della sua vita – come si dovrebbe agire?
Giuridicamente per lasciare i propri beni ad una persona a seguito della propria morte è necessario compiere un atto giuridico, cioè fare testamento.
Il testamento consiste in una dichiarazione con la quale si dispone dei propri beni per quando si avrà cessato di vivere e proprio per questo nel particolare caso in cui si vogliano lasciare i propri beni a persone esterne ai legami parentali è fondamentale dimostrare la propria capacità di intendere e volere nel momento della sottoscrizione dell’atto.
Ed è proprio qui che la questione diviene di interesse della Psicologia Giuridica che attraverso una consulenza tecnica psicologica specialistica, deve accertare la capacità del soggetto di testare.
A chi ci si deve rivolgere per fare questa valutazione?
Ad uno psicologo esperto in psicologia giuridica che possa attraverso un’analisi approfondita valutare, al momento della stesura del testamento, l’assenza di uno stato di compromissione cognitiva o degenerativa (demenza) con metodologie oggettive messe a disposizione dalla branca della neuropsicologia e della psicologia clinica.
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Dott.ssa Ilaria Porquier
Psicologa, esperta in Psicodiagnostica Clinica e Forense
Consulenza Tecnica e Perizia psicologica
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