Per le locazioni brevi di durata inferiore ai 30 giorni esiste una disciplina specifica
Il D.L. 50/2017 ha previsto il contratto di locazione breve: un contratto ad uso abitativo di durata inferiore a 30 giorni. In questo caso non c’è l’obbligo della registrazione del contratto. Questo non vuol dire ovviamente che il reddito non si dichiara al fisco. Si tratta comunque di un’entrata soggetta a tassazione.
Nella locazione breve sia il locatore che il conduttore devono essere persone fisiche e devono agire al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa
Gli immobili che possono essere oggetto della locazione breve devono essere situati in Italia e devono appartenere alla categoria catastale da A1 a A11, esclusa però la categoria A10 (immobile ad uso Ufficio).
Dal 1 giugno 2017 la manovra economica correttiva ha previsto la possibilità di optare per il regime della cedolare secca. Tale norma ha inoltre introdotto degli obblighi per gli agenti immobiliari incaricati per la stipula dei contratti: essi devono comunicare i dati dei contratti brevi all’Agenzia delle Entrate e trattenere una somma pari al 21% del canone, come ritenuta di acconto Irpef da effettuare su ciascun incasso di affitto per conto del proprietario.
Il decreto sicurezza n 113/2018 ha esteso l’obbligo di comunicazione alla Questura, previsto dall’art. 109 del Testo unico in materia di sicurezza, anche alle locazioni brevi di durata inferiore ai 30 giorni. In pratica il locatore ha l’obbligo di comunicare alla Questura le generalità del conduttore e delle persone che soggiornano con lui nell’appartamento. La violazione di questi obblighi è sanzionata con l’arresto o con la multa.
La Camera di Commercio di Milano ha redatto un modello di contratto in 15 punti che può essere utilizzato e modificato in base alle caratteristiche dei singoli rapporti
Fate attenzione agli affitti brevi perché ci sono importanti adempimenti da effettuare ed in caso di mancato adempimento sono previste sanzioni pesanti.