Il contratto concordato è un tipo di contratto che porta notevoli vantaggi fiscali per il proprietario a fronte di un canone di locazione più basso rispetto a quello di mercato

Questo contratto si dice a canone concordato perché il canone è determinato secondo dei parametri stabiliti dall’accordo tra i sindacati di inquilini e proprietari.

Il canone si ottiene con un calcolo matematico: in base alla superficie dell’appartamento e relative pertinenze, alla sua collocazione nel territorio della città, alla mobilia presente o meno, viene stabilito un valore minimo e massimo entro cui deve essere ricompreso l’affitto mensile.

Il canone così determinato sarà normalmente più basso di quello di mercato, ma il proprietario ha dei vantaggi fiscali che in alcuni casi annullano la perdita subita per aver percepito un affitto minore.

Devono essere presenti e citate nel contratto le certificazioni di conformità degli impianti e l’APE (Attestato di Prestazione energetica).

Il contratto deve inoltre essere sottoposto al controllo del sindacato che deve attestare il rispetto dei parametri e l’esistenza di tutte le condizioni richieste.

Condizione essenziale è la residenza del conduttore nell’immobile oggetto della locazione.

Il contratto così redatto e asseverato, cioè approvato dal sindacato, deve poi essere depositato presso l’ufficio Tributi del Comune per chiedere l’aliquota agevolata IMU

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